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PD... ma di quale sinistra parlano?

>> mercoledì 10 aprile 2013

Leggendo i blogger di persone culturalmente - forse dovrei dire antropologicamente, ma quando non lo dicono loro di se' stessi sembra essere un insulto - piddine tutto quel che vedo e' un fiorire di analisi - tutte in negativo, ovviamente - del fenomeno M5S. Esse sono numerose quanto le dotte analisi che precedevano le elezioni , grondanti di disprezzo per quel partito che - a detta loro - avrebbe raggiunto al massimo il 10-15%. Ma tant'e'. 

In psicologia questo fenomeno ha un nome: "rielaborazione". 
La vittoria dell'M5S ha avuto sulla sinistra un effetto devastante, un vero e proprio choc.
Vedete, per quasi tutto il berlusconismo l'elettore del PD si e' illuso di una cosa: Berlusconi vince perche' ha le TV, e solo perche' ha le TV.
Dovevano spiegare perche', nel 1994, quando i giudici avevano fatto cio' che il PCI non era riuscito a fare per cinquant'anni, Berlusconi avesse fondato un partito e li aveva stracciati. Lungi da loro sospettare una carenza di abilita' o di intelligenza politica, lungi da loro sospettare di non aver mai capito un cazzo di politica, si trovarono di fronte ad un titanico "eppur si muove", ovvero "eppure il primo pirla che arriva scende in politica e vi riempie di mazzate".

Per rielaborare questo choc occorsero circa 20 anni, e oggi piu' o meno ogni uomo di sinistra e' convinto che Berlusconi abbia vinto perche' ha le TV e perche' l'italiano - che non vota a sinistra - e' stupido.

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Il golpe di Napolitano...

>> martedì 2 aprile 2013


L’articolo 22 del regolamento della Camera dei Deputati prevede l’esistenza di Commissioni che possono essere permanenti o speciali (articolo 72 e 82 della Costituzione).
Le commissioni permanenti sono: I – Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni; II – Giustizia; III – Affari esteri e comunitari; IV – Difesa; V – Bilancio, tesoro e programmazione; VI – Finanze; VII – Cultura, scienza e istruzione; VIII – Ambiente, territorio e lavori pubblici; IX – Trasporti, poste e telecomunicazioni; X – Attività produttive, commercio e turismo; XI – Lavoro pubblico e privato; XII – Affari sociali; XIII – Agricoltura: XIV – Politiche dell’Unione europea.
Inoltre “la Camera può sempre procedere alla costituzione di Commissioni speciali, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei Gruppi” (articolo 19).
E allora in cosa consistono le “commissioni” nominate dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad appena 15 giorni dalla fine del suo settennato?
Non esistono, in CostituzioneNon c’è la previsione di alcun tipo di commissione presidenziale. A meno che, tutto ciò che non è espressamente vietato, sia da considerare consentito. 

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La tragedia di due uomini ridicoli

>> sabato 30 marzo 2013


Il 27 marzo, giornata mondiale degli idoli infranti e degli Icari volati troppo vicino al sole, Mario Monti e Pierluigi Bersani si sono trovati uniti nel destino di condividere una sconfitta cocente e con l’aggravante della figura demmerda in streaming. Per usare un termine finanziario, ovvero della neolingua euroimperiale, abbiamo assistito all’esplosione di due bolle. Quella della destra presentabile ed autorevole e quella del grande partito serio e responsabile della sinistra.

Partiamo da Bersani e dal suo tentativo in mattinata di convincere gli esponenti del M5S  - movimento notoriamente di aspirazione rivoluzionaria – ad appoggiare un suo governo, a sentir lui, pieno di rinnovamento ma in realtà incistato nel tessuto dell’ancient regime. Per rendere l’idea, è come se Luigi Capeto avesse pensato di cavarsela offrendo a Robespierre un posto da dirigente in una municipalizzata. Grillo non è Robespierre ma il vento di cambiamento sta spirando lo stesso e il piddino non lo capisce, soprattutto se vince le primarie.

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Quale legge elettorale?

>> sabato 9 marzo 2013

Il mondo della politica torna a parlare di legge elettorale e già ci sono levate di scudi. C'è chi decreta la fine del bipolarismo, chi chiede a gran voce il ritorno delle preferenze.  Ci sono ottimi motivi per riformare l'attuale legge elettorale (passata alla storia con il soprannome Porcellum), ma già che ci siamo potremmo domandarci: in generale, qual è il miglior sistema di voto? Un sistema elettorale giusto dovrebbe rispondere a dei requisiti semplici e cruciali, per esempio dovrebbe essere: 

Democratico: non ci possono essere dittatori, ovvero un singolo individuo che decide per tutti; 


Rappresentativo: se tutti preferiscono il candidato Paperino al candidato Pippo, allora l'esito dev'essere a favore di Paperino


Indipendente dalle minoranze: se tutti preferiscono Paperino rispetto a Pippo, l'esito non deve cambiare se per caso cambiano altre preferenze per i candidati minori (del tipo se Pippo è a sua volta considerato migliore di Topolino, o viceversa). 


Requisiti fin troppo semplici e ovvi, su cui possiamo trovarci pacificamente quasi tutti d'accordo. Ma qual è il sistema di voto migliore per soddisfarli tutti e tre? Nessuno. 

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Poco prima della rivoluzione...

>> mercoledì 6 marzo 2013

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