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Sotto l’effetto del botox...

>> mercoledì 2 maggio 2012

  
Wall Street è ancora a livello del facsimile elettronico una volta conosciuto come denaro. Ma è il Botox Recovery (guarigione per mezzo del botox, ndt): una procedura superficiale, realizzata con un veleno che paralizza il nervo, riservata ai ricchi la cui vanità li ha spinti a trasformare le loro facce in caricature di corruzione… per acquisire un volto, congelato come quello di una bambola inquietante, incapace di mostrare emozioni – un simulacro grottesco del volto umano.

Un volto distorto dal botox rivela un individuo con una visione distorta dell’esistenza: che la vita ha dei limiti, in questo caso il processo di invecchiamento, deve essere nascosto, e così facendo, l’artificiosità trionfa sulla realtà. 

Allo stesso modo, la vita con la struttura politica ed economica attuale sotto l’effetto del botox sembra una raccapricciante distorsione della vita stessa – una mossa disperata per nascondere la carneficina inflitta dai mostruosi eccessi di sfruttamento della popolazione e del pianeta nell’Era dell’oligarchia e dell’Antropocene. 

Dopo aver visto il volto di un narcisista le cui caratteristiche sono state volutamente deturpate dal botox, ci si chiede ovviamente: si è almeno guardato allo specchio?

Si. Ma, siccome è il caso dell’1%, vede solo ciò che sta cercando disperatamente di vedere. È riuscito ad ingannare se stesso, di conseguenza crede di ingannare tutti coloro i quali hanno la sfortuna di posare lo sguardo su di lui.

Una verità balbettante risuona di più nel cuore, piuttosto che una bugia ben raccontata. Purtroppo, una mentalità abitualmente dissimulante visualizzerà la situazione in senso inverso. Troppo spesso, i sistemi interiorizzati di visualizzazione di un evento in svolgimento determinano la presa di un individuo su una data situazione. Se le istituzioni (per esempio familiari, religiose, di governo, i mass media) che hanno influenzato il metodo di percezione delle persone sono esse stesse compromesse dall’interiorizzazione, dai pregiudizi auto-risonanti, di conseguenza entra in gioco un tipo di effetto specchio-deformante carnevalesco (sia su base individuale che culturale di ampia scala) per cui le distorsioni riflettono le distorsioni che a loro volta riflettono quelle distorsioni… all’infinito. La realtà diventa grottesca, e le enormi distorsioni sono percepite come realtà.

Ecco perché risulta essenziale, su base individuale, sviluppare un metodo di visualizzazione che includa il cuore, lo stomaco, e tutti i sensi. Una menzogna inganna soltanto la mente; al contrario, la verità risuona in tutto l’intero essere. 

Attualmente, solo poco più del 40% della popolazione degli Stati Uniti accetta la realtà verificabile del caos climatico globale. La raffica costante di propaganda nella forma di falsa scienza, inventata e propagata da enormi e oscenamente ricche multinazionali dell’energia, è uno dei motivi del numero penoso e che continua a peggiorare delle persone che non riescono a discernere l’indagine scientifica della ricerca della verità dalla dissimulazione della grande squadra di politicanti e PR factotum corrotta dal denaro.

Questo sviluppo, abbastanza inquietante di per sé, è emblematico di un dilemma più grande. Questa falsa coscienza pervasiva, generata dall’atomizzazione, natura artificiale dell’esistenza all’interno dello stato aziendale/consumatore – ad esempio l’Era dei Media che usurpa gli innati desideri del cuore umano e li trasforma in brame disperate di consumatori – ha non solo lasciato i veri seguaci del consumismo spogliati della capacità di elaborare le informazioni seriamente, ma ha reso troppe persone incapaci di individuare la fonte della loro sofferenza.

È impossibile saziare un vuoto appetito con un ancora più vuoto consumo. Al contrario, il vuoto al centro dello stato di anomia del consumatore può essere risolto soltanto da un risveglio del cuore. Come si fa ad intraprendere questo corso di azione? La risposta non è né recondita né inaccessibile: attraverso i momenti che rispettano le modalità del dolore, la gratitudine, e abbracciando l’entusiasmo per l’impegno sociale e politico. Al momento, l’attuale stato della società e dei governi ci dà ampie possibilità di pratica. 

Iniziando da: affliggersi per l’abuso da parte nostra della flora e della fauna di questo pianeta vivente; affliggersi poi per la sofferenza che arrechiamo a noi stessi per queste azioni insensibili. Poiché, fintanto che noi riteniamo sia nostro diritto per nascita sfruttare il pianeta, ne consegue che continueremo a credere ammissibile sfruttarci l’un l’altro in maniera spietata, attraverso gli stessi metodi senza cuore.

Non c’è bisogno di un dio vendicativo al di sopra per punirci per le nostre trasgressioni… lo stiamo facendo bene già da soli. Arrancare per tutta la vita privi del calore dato da un cuore compassionevole equivale a privarsi della propria anima – vale a dire, rendere se stessi non completamente vivi nella vita stessa. Che orribile specie di punizione è: costruire nel luogo intimo dentro te stesso dove il tuo cuore dovrebbe essere posizionato, una prigione in cui sei diventato il torturato e il torturatore – tutto per ordine di un despota spietato (la tua mente ostinata, non temprata dal consiglio di un cuore compassionevole) che comanda a bacchetta sul deserto di equivoci che hai frainteso per l’intera esistenza.

Sia la depressione economica che quella cosiddetta psicologica sono generate da alcune fonti comuni: l’aggrapparsi ad un morente sistema di credenze (come il culto della morte del tardo capitalismo) e il rifiuto di accettare la fine delle cose; il dolore che fa presa su chi si rifiuta di onorare i morti attraverso la chiusura fornita da una decente sepoltura. Così non si permette ai defunti di riposare… impegnandoli in una conversazione ossessiva e unilaterale … chiedendo loro di fare ciò che non possono fare… risorgere e portare conforto ai vivi.

Inoltre la depressione può nascere dall’essere reso oggetto fino a portare alla disumanizzante repressione nel confronto con le forze degradanti dello sfruttamento. Spesso, gli individui soggetti alla depressione, con la forza dell’abitudine, reprimono la rabbia, la fantasia, l’eros – forze vitali di propulsione e intenzione. Quindi, sentimenti di disperazione arrivano alla psiche. 

Contrariamente alla propaganda altamente redditizia dei giganti dell’industria farmaceutica, la depressione, nella stragrande maggioranza dei casi, non è causata da uno squilibrio chimico. Gli antidepressivi servono da palliativo per la demoralizzata manodopera dello stato capitalista. E questi composti sono inefficaci. Studi dopo studi rivelano che gli antidepressivi (SSRI, in particolare) non sono più efficaci del placebo. Anche se queste sostanze non sono così innocue come pillole di zucchero. Per di più gli antidepressivi creano dipendenza. L’astinenza da questi farmaci è dolorosa e pericolosa, come per l’abuso di qualsiasi altro farmaco. 

Il modello neurologico ha dimostrato di essere una falsità egocentrica e riduzionista. 

Indipendentemente dall’astruso (e palesemente falso) linguaggio riguardante i ricettori neuronali, la depressione è uno stato d’animo – ciò che riguarda l’immaginario soggettivo – un mezzo per dare forma e descrivere i misteri dell’essere e del mondo.

Una volta che la depressione (più accuratamente, tristezza, o dolore, o melanconia, o noia, o tribolazione) viene accettata come una condizione mutevole del multi-verso della mente umana, la sua presa si allenta. Un’anima dolente desidera semplicemente dialogare… lasciare la sua torre decrepita (dopo un necessario periodo di lutto, ovviamente) e viaggiare attraverso le regioni della psiche; sola, nel suo isolamento, aveva dimenticato come farlo.

Se sei depresso al punto di meditare il suicidio, la tua anima non ti sta consigliando di uccidere te stesso. Ti sta suggerendo di uccidere la falsa coscienza che ti ha indotto a credere i suoi concetti che imprigionano, applicandoli nella totalità di te stesso e nella tua concezione di vita. Non commettere il suicidio, invece, scopri e deponi l’usurpatore che trama nella sala del trono del tuo cuore.

Invia comunicati sia dal paesaggio urbano della tua anima che dalle regioni più remote; dai voce alle esaltazioni del tuo spirito e alle sofferenze del tuo cuore. Lo sterile paesaggio del nulla della depressione fiorisce in una vita vivace attraverso l’abbraccio di immagini vive che nascono da un cuore aperto. E i pensieri in decomposizione sono un concime eccellente.

In caso contrario, arriva la disperazione. Per esempio, la fantasia generata dalla disperazione… di essere in estasi verso il cielo, o la sua controparte laica… di essere sollevati dallo stress e dalle incertezze, inflitte da una vita mercificata, vincendo alla lotteria. Nel profondo, ci si accorge di avere poche possibilità di sfuggire alla natura, mortificante e basata sullo sfruttamento, dell’ordine presente, di conseguenza, i cittadini dello stato corporativo colgono al volo queste disperate fantasie di liberazione dalle proprie esigenze onnicomprensive ed oneri.

Con il tardo capitalismo, le persone si sentono imprigionate dalle circostanze sociali e finanziarie; in tanti non credono di poter cambiare il corso della loro vita attraverso la loro iniziativa e il loro lavoro. Gli operatori dell’1% (forgiatori della consapevolezza culturale) sono truffatori di sogni… usurpatori di desideri. Sono ben consapevoli che il linguaggio del cuore si esprime nel lessico della trasformazione, del desiderio che abita nel profondo dell’umano di rintracciare il sublime nell’esperienza quotidiana, un modo di essere che noi chiamiamo libertà; per esempio il desiderio di avere un proprio unico carattere, forgiato dalle proprie scelte di vita, come se si negoziasse la casualità di svolgimento del destino. 

La mania per la lotteria e le fantasie sulla fine del mondo rivelano che la premessa centrale del capitalismo è una menzogna. Quindi, le persone hanno compreso che nell’attuale sistema non potranno mai essere libere abbastanza dal punto di vista finanziario per portare avanti la loro vocazione del cuore. Solo un giro altamente improbabile della Ruota della Fortuna o di una favola simile, chiedendo aiuto al cielo, potrà mai liberarli. 

Queste sono le fantasie di un popolo sfinito – le vili credenze e i rimedi palliativi che sono colti da un popolo governato da istituzioni guidate da entropia, che hanno perso ogni scopo che non sia l’auto-perpetuazione. Pertanto, bisogna essere pronti ad agire appena la struttura crolla.

Di conseguenza, costruisci dentro di te una struttura interna autentica, come fai esteriormente la tua parte per cercare di immaginare e creare nuovi modelli politici e culturali. In breve, agisci come se l’inevitabile collasso si sia già verificato.

DI PHIL ROCKSTROTH
open.salon.com

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